L’unione fa la forza – Fusione tra i comuni Corigliano Calabro e Rossano

Manca poco più di un mese al referendum dove i coriglianesi saranno chiamati a esprimere la loro volontà sulla fusione tra Corigliano Calabro e Rossano e dopo aver letto su internet svariati articoli e decine di commenti, decido di partecipare ad un dibattito pubblico (domenica 17 settembre in Piazza Portofino, marina di Corigliano).

C’è un clima strano e molto teso. La gente che partecipa è desiderosa di sapere, lamenta una cattiva informazione da parte delle istituzioni, e dimostra, anche con toni accesi, il proprio malcontento. È comprensibile, a mio parere, la paura da parte dei cittadini rispetto ad un evento, quale quello della fusione, che per il territorio è epocale; ciò che non si comprende è come possano i sostenitori del “no alla fusione”, nasconderne i vantaggi (vi invito a leggere questo articolo che chiarisce bene tutti i dubbi).

Sono chiare le responsabilità di una politica dormiente, ma sono anche evidenti la passività, la disinformazione e la voglia a non informarsi sul tema. Oggi è facile informarsi e cercando si internet è davvero molto semplice trovare informazioni e leggere di altri esempi di fusione: addirittura la prima fusione italiana si registra nel 1862.

Dalla discussione che ha avuto diverse cadute di stile è emerso, secondo me, quali siano i vantaggi derivanti dalla fusione e soprattutto in tema di sgravi fiscali e agevolazioni. Di contro non sono riuscito a capire altrettanto chiaramente quali siano gli svantaggi. Manca uno studio di fattibilità, dicono quelli del “NO” mentre il presidente delle “100 associazioni” avv. Minnicelli sostiene il contrario e aggiunge che, dietro la non diffusione sulle ricadute positive di una fusione, ci sia la politica locale, quella incollata alle poltrone, che, consapevole della sua dipartita, in caso di fusione, vuole che tutto rimanga immobile. Al momento l’unico vero problema sembra essere la perdita dell’identità territoriale e la storia di Corigliano Calabro.

I “problemi” sollevati dal consigliere di minoranza Francesco Madeo sembrano essere come fumo negli occhi e a mio parere vogliono fomentare la paura verso il cambiamento: acqua, depuratori malfunzionanti, raccolta differenziata non ancora a regime e amianto in città. Si tratta di problemi che è possibile trovare in tantissime città, ma non rappresentano un ostacolo o uno svantaggio alla fusione. L’unica cosa che emerge dal suo intervento è che il consigliere agisce come un politico vecchio stampo, ovvero quel tipo di politico che nessuno vuole più.

I tempi sono maturi e sono necessari cambiamenti profondi del tessuto sia istituzionale sia amministrativo, che ha dimostrato la propria inadeguatezza a soddisfare le nuove esigenze del territorio, sia in termini di servizi che di rappresentatività.

La fusione disegna un cambiamento che è sicuramente necessario e che reca con sé benefici e nuove problematiche dai contorni non ancora definiti, ma al momento costituisce la vera opportunità verso il miglioramento.

Antonio Gallo